La Fiom Trentino si schiera contro la quotazione in Borsa
L'iniziativa, promossa dalla Fiom Trentino, ha visto contrapposte diverse posizioni all'interno dello stesso sindacato, con toni critici verso il segretario generale della Cgil. Tra i partecipanti era presente Andrea Grosselli, che si è detto favorevole all'eventuale ingresso in Borsa di Dolomiti Energia, mentre la maggior parte dei relatori e del pubblico si è espressa contrariamente a questa ipotesi.
A condurre il dibattito, intitolato «Lavoro e acqua, proteggere o sfruttare? Il futuro di Dolomiti Energia tra società al servizio della comunità», è stato il direttore di Questotrentino Ettore Paris. Il giornalista ha evidenziato i pericoli legati alla logica del profitto: secondo lui, un'azienda che approda in Borsa è costretta a produrre utili per sopravvivere, indipendentemente dalla bravura del suo amministratore. Questo meccanismo, ha spiegato, spingerebbe a ridurre i compensi ai lavoratori, a non essere completamente trasparenti con i clienti e a trascurare le questioni ambientali.
In seguito all'intervento di Gianfranco Postal, ex dirigente provinciale, che ha fornito un quadro normativo della situazione, ha preso la parola Riccardo Dello Sbarba. Giornalista ed ex consigliere della Provincia di Bolzano, Dello Sbarba ha ricordato che la società elettrica altoatesina è stata costituita come soggetto pubblico pensato per il bene della comunità locale. A suo giudizio, l'ipotesi di una quotazione in Borsa in Alto Adige è del tutto fuori dalla realtà e non è mai stata presa in considerazione. Ha inoltre aggiunto che, mantenendo il controllo pubblico, le risorse economiche rimangono sul territorio e la società risulta più facilmente sottoposta al controllo dei cittadini.

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