Quotazione DE - Quali sono i rischi?
Questa lettera per rispondere in termini semplici a Otello March che ha chiesto su questa rubrica cosa ci guadagno i trentini con la quotazione in borsa di Dolomiti Energia.
In base alle ultime dichiarazioni del CEO e agli articoli di approfondimento l'azienda ha già pronti i consulenti e gli advisor ma il progetto è slittato al 2027, vista la richiesta di referendum in corso per il Comune di Trento. Una volta ricevuto il via libera dai soci, il processo potrebbe essere completato in 5 mesi. L'obiettivo è un aumento di capitale di circa 500 milioni di euro, che corrisponderà a un flottante (la quota di azioni in mano al mercato) di circa il 20%.
Anche se il
controllo pubblico garantito viene garantito - pari almeno al 55% del
capitale - e saranno adottate misure statutarie (come il voto
maggiorato) per blindare il controllo pubblico sulla governance,
riservando la maggioranza del CdA ai rappresentanti pubblici. Quello
che si evidenzia sempre più è che la quotazione è vista come uno
strumento per rafforzare la società in vista della scadenza delle
concessioni idroelettriche nel 2029. L'obiettivo è presentarsi più
capitalizzati, sia per partecipare a una eventuale gara, sia per
avere le risorse per grandi investimenti in caso di rinnovo.
Cosa
potrebbe succedere per gli utenti? L'impatto sugli utenti, pur non
essendo diretto, potrebbe manifestarsi in diversi modi e non tutti
piacevoli. Tra i rischi c'è una pressione sui prezzi: un timore
diffuso è che la necessità di remunerare gli azionisti privati
possa spingere l'azienda ad aumentare le tariffe per gli utenti. La
critica teme una "finanziarizzazione" dei beni primari. Si
aggiunge inoltre una possibile perdita di controllo visto che la
logica di mercato può comunque influenzare le scelte strategiche,
spingendo verso una maggiore attenzione ai profitti e ai dividendi a
scapito degli investimenti a lungo termine e del "bene comune".
In particolare questa logica potrebbe portare a una maggiore
pressione sui risultati trimestrali, con il rischio che gli
investimenti in infrastrutture strategiche ma a lungo termine vengano
posticipati.
Francesca C.e Andrea T. per il Comitato trentino “Acqua Bene Comune”

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